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sabato 2 novembre 2013

I INCONTRO DEL III ANNO: LA STORIA DELLA SALVEZZA

Nel primo incontro di questo terzo anno, dopo aver ricordato il percorso finora compiuto, si è parlato della Storia della Salvezza, cercando di chiarire il significato di questa espressione, spesso usata e forse poco compresa.
Il tema è stato lanciato chiedendo ai genitori presente di rappresentare su un foglietto il modo con cui veniva immaginata la relazione tra Dio e l’uomo. Ne sono usciti disegni molto interessanti, che hanno permesso di addentrarsi in maniera più che significativa nella discussione.
 
Per approfondire il tema, si sono lette le definizioni date dal vocabolario alle due parole che compongono l'espressione "Storia della Salvezza":
STORIA: Narrazione sistematica dei fatti memorabili della collettività umana, fatta in base a un metodo d’indagine critica.
SALVEZZA: Condizione di salvo
Salvo = che è scampato a un pericolo, anche grave, senza riportarne alcun danno

Questo ci ha permesso di concludere che quando si parla di Storia della Salvezza, in ambito cristiano, si intende il racconto di tutti gli interventi che Dio ha compiuto nella storia per salvare l'uomo dal male e portarlo a realizzare il fine per il quale è stato creato: la felicità eterna.
 
Questa storia ha tre diverse connotazioni temporali:
PASSATO: La narrazione biblica; La storia della Chiesa; La vita dei santi
PRESENTE: La storia di amore che Dio realizza per noi e con noi al fine di rendere bella e piena di gioia la nostra vita
FUTURO: L’eternità beata nel Regno dei cieli

Per concretizzare la riflessione fatta e calarla nel concreto della vita personale e famigliare di ciascuno, abbiamo certato di rispondere insieme alle seguenti domande:
 
- Conosco la storia che Dio ha scritto nel corso dei secoli passati, raccontata nella Bibbia? Mi preoccupo di leggerla e di approfondirla? Come potrei aiutare i miei figli affinché la possano conoscere?
- So cogliere quello che Dio continua ad operare nella mia storia personale e famigliare per condurmi ad una vita piena e felice? Saprei raccontare qualche fatto che mi testimonia la vicinanza di Dio e il suo interesse per la mia vita?
- Credo che Dio guida la storia verso il pieno compimento del suo Regno e che il bene ha sempre la meglio sul male, la vita sulla morte? Come questa fede segna la mia vita di tutti i giorni?
 
Abbiamo quindi concluso con un breve momento di preghiera, nel quale abbiamo riascoltato questo bellissimo racconto aiutati dal seguente video:
 
 
 
Abbiamo quindi chiesto al Signore di renderci sempre più capaci di non dimenticare che la storia nella quale siamo inseriti è fa parte del suo progetto di salvezza e che dobbiamo collaborare con i suoi progetti per poter godere la sua gioia in questo mondo e nell'altro.

mercoledì 20 marzo 2013

IV incontro del III anno: I profeti... e noi?

In questo incontro, ci siamo soffermati sulla funzione profetica che alcuni uomini hanno avuto nel corso della storia del popolo d'Israele.
La parola profeta deriva dal greco e vuole dire, letteralmente, "parlare (fèmi) a nome di" "per conto di" (pro).
Compito principale dei profeti è alimentare e sostenere la fede di Israele richiamando il popolo, che se ne è allontanato, alla obbedienza e all'amore verso Jahvè.
Dio sceglie e chiama chi vuole, non tenendo conto di differenze culturali o sociali. Alla chiamata da parte di Dio il profeta non può resistere.

Tre sono i messaggi principali che i profeti ripetono e ricordano con forza al popolo:
- Il monoteismo. E’ grazie ai loro insegnamenti, infatti, che l’idea dell’esistenza di un solo Dio si radica sempre più saldamente tra il popolo.
- Il senso del peccato e del perdono.
- Il continuo riferimento al tempo che deve venire, visto e interpretato alla luce di quanto Dio rivela e vuole.
 
Scriveva Giovanni Paolo II: “La Chiesa è chiamata a dare la sua testimonianza a Cristo assumendo posizioni coraggiose e profetiche di fronte alla corruzione del potere politico ed economico; non cercando essa stessa gloria e beni materiali; usando dei suoi beni per il servizio dei più poveri ed imitando la semplicità di vita del Cristo”, aggiungendo poi che tale umiltà “rivolta innanzitutto verso se stessi, […] si traduce nella capacità di un esame di coscienza a livello personale e comunitario, per correggere nei propri comportamenti quanto è anti-evangelico e sfigura il volto di Cristo”.
 
Abbiamo quindi guardato assieme qualche video che ci ha raccontato l'esperienza di alcuni profeti dei
nostri tempi, che con la loro parola e la loro opera hanno saputo dar vita ad esperienze in cui il Vangelo è la norma di vita.

Innanzitutto, Ernesto Olivero:



Poi Chiara Lubich e Giovanni Paolo II:



Infine Chiara Amirante:

 

Abbiamo poi cercato di ricordare le difficoltà e le problematiche che segnano in negativo il nostro mondo (il video che ci ha aiutati racconta i dati riportati dal rapporto Onu sulla povertà del 2011):



Ci siamo quindi domandati cosa può significare per noi essere profeti in una situazione come quella descritta dal video.

Abbiamo concluso l'incontro con un breve momento di preghiera, incentrato sul testo della seguente canzone:

 

lunedì 18 febbraio 2013

III incontro del III anno: Mosè... e noi?

In questo terzo incontro del nostro percorso annuale, abbiamo cercato di ricordare quanto la Bibbia racconta di uno dei più grandi protagonisti della storia della salvezza, Mosè. Ci siamo soffermati in particolare su quanto accaduto al popolo d'Israele durante il tempo del suo viaggio nel deserto, durato quarant'anni. La rievocazione di quelle vicende è stata aiutata dalla visione da questo filmato:



Cercando di attualizzare la parola e di applicarla alla nostra vita, ci siamo divisi in gruppo per rispondere alle seguenti domande:

Durante il viaggio nel deserto, in mille occasioni il popolo rimpiange l'Egitto e si lamenta con Mosé e con il Signore per i disagi che deve patire.

Quali sono i nostri dubbi e le nostre perplessità rispetto al cammino di fede?

Nel momento della prova, il popolo sembra dimenticare gli infiniti segni della provvidenza di Dio che già aveva ricevuto.

Siamo consapevoli di tutto quello che Dio già ha fatto per noi e sappiamo farne memoria quando lui sembra tacere?

Mentre Mosè si trovava sul monte a colloquio con Dio, il popolo impaziente e sfiduciato si costruisce il vitello d'oro, sprecando tutto il suo oro.

Quali sono gli idoli che oggi ci costruiamo perché non ci fidiamo di Dio e non sappiamo aspettare i suoi tempi, buttando via tempo, denaro e vita?

Mosé presume di se stesso e questo suo peccato gli causerà come punizione il divieto di entrare nella Terra Promessa.

Nella nostra vita di adulti e di genitori abbiamo vissuto momenti in cui i nostri progetti non si sono realizzati? Abbiamo individuato le cause dell'insuccesso? Come abbiamo reagito?


Dopo aver condiviso le risposte che ciascun gruppo a dato a queste domande, abbiamo concluso con la preghiera di don Saporiti:

Signore, aiutaci a fidarci di te
Signore, aiutaci a fidarci di te,
della tua Provvidenza.
Guardando a ciò che siamo e a ciò che abbiamo,
fa' che ci sentiamo dei privilegiati,
appagati e pieni di gratitudine.

Fa', o Signore,
che arriviamo a comprendere
che nel tuo amore c'è tutto ciò
di cui abbiamo bisogno per vivere
e per essere felici.
A noi, che desideriamo possedere sempre di più,
fa' comprendere che il tuo amore
è la ricchezza più grande che possiamo avere
e che il sentirci amati da te
è il tesoro più prezioso che possiamo desiderare.

Donaci di capire che
non serve essere invidiosi di chi ha più di noi,
non serve essere tristi
se agli altri le cose vanno meglio che a noi.
sogno realizzato.

Se noi abbiamo te,
se tu sei con noi,
noi abbiamo tutto.
Ma veramente tutto!
E questo ci deve bastare e... avanzare.
Perché, Tu, Signore,
sei il massimo che noi possiamo avere!

Tu sei il nostro bisogno appagato,
il nostro cuore riposato,
il nostro sogno realizzato.

lunedì 3 dicembre 2012

II incontro del III anno: Abramo... e noi?

L'obiettivo di questo nostro secondo incontro era quello di rispolverare la nostra memoria, ricordando quello che la Bibbia racconta della vicenda di Abramo, cercando poi di attualizzare la sua figura e di capire meglio cosa può insegnare a noi oggi la sua vicenda.
Abbiamo letto alcuni passi della Genesi, intervallandoli con due spezzoni di uno spettacolo teatrale che racconta la storia del patriarca..

Terach aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran. Abram e Nacor presero moglie; la moglie di Abram si chiamava Sarài . Sarài era sterile e non aveva figli. Il Signore disse ad Abram:
"Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra".
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Arrivarono nella terra di Canaan e Abram la attraversò fino alla località di Sichem, presso la Quercia di Morè. Il Signore apparve ad Abram e gli disse: "Alla tua discendenza io darò questa terra".

 
Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande". Rispose Abram: "Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Elièzer di Damasco". Soggiunse Abram: "Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede". Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede". Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle"; e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza". Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.



Questi spunti ci hanno permesso di evidenziare alcune delle caratteristiche fondamentali di Abramo e di farci, di conseguenza, alcune domande. Nei lavori di gruppo abbiamo cercato di individuare alcune possibili risposte...

Abramo si fida di Dio e della sua promessa senza avere alcuna garanzia o riscontro immediato. Solo dopo un lungo cammino ha scoperto che la sua fiducia era stata ben riposta. Questa è l’essenza della fede: dare credito a Dio, fidandosi del suo amore, per poter vedere il compimento delle sue parole.

Cosa ci impedisce di vivere pienamente la fede?
Cosa ci rende difficile il fidarci totalmente di Dio?

Usando Agar per avere un figlio, Sara ed Abramo cercano una scorciatoia perché si possa sbloccare una situazione che orami sembrava irrisolvibile, nonostante la promessa di Dio. Ma Dio interviene per ribadire, senza mezzi termini, il suo progetto.

Quali sono le facili soluzioni che a volte ricerchiamo per risolvere in maniera sbrigativa i problemi che incontriamo in famiglia, sul lavoro, nella vita quotidiana? Sono efficaci?
Dio che cosa si aspetta da noi?
 
Dio promette, ma non esenta Abramo dal fare la sua parte perché quelle promesse si possano realizzare.
Quali promesse Dio ha fatto a noi, ai nostri figli, alla nostra famiglia?
Cosa dobbiamo e possiamo fare noi per aiutarne il compimento?
 
Dio chiede ad Abramo di sacrificare Isacco. La fede non esenta dalle difficoltà e dalle prove, ma dà la forza per affrontarle con determinazione e senza mai perdere la speranza.
 
Nella vita abbiamo mai incontrato situazioni difficili che ci hanno messo alla prova?
Come è cambiata la nostra fede in quei momenti?
 
L'incontro si è concluso con la preghiera di Michel Quoist "Aiutami a dire sì" e con il canto "Esci dalla tua terra".
 
Ho paura di dire di sì, o Signore.
Dove mi condurrai?
Ho paura di avventurarmi,
ho paura di firmare in bianco,
ho paura del sì che reclama altri sì.

Eppure non sono in pace.
Mi insegui, o Signore, sei in agguato da ogni parte.
Cerco il rumore perché temo di sentirti,
ma ti infiltri in un silenzio.
Fuggo dalla via perché ti ho intravisto,
ma mi attendi quando giungo in fondo alla strada.
Dove mi potrei nascondere? Ovunque t'incontro:
non è dunque possibile sfuggirti!

O Signore, ho paura della tua esigenza,
ma chi ti può resistere?
Affinché venga il tuo regno e non il mio,
affinché sia fatta la tua volontà e non la mia,
aiutami a dire di sì.

sabato 27 ottobre 2012

I incontro del III anno: La storia della Salvezza

Nel primo incontro di questo terzo anno, dopo aver ricordato il percorso finora compiuto e aver puntualizzato nuovamente le novità che sono state introdotte nel cammino dell'Iniziazione Cristiana nella nostra parrocchia, si è parlato della Storia della Salvezza, cercando di chiarire il significato di questa espressione, spesso usata e forse poco compresa.
Il tema è stato lanciato chiedendo ai genitori presente di rappresentare su un foglietto il modo con cui veniva immaginata la relazione tra Dio e l’uomo. Ne sono usciti disegni molto interessanti, che hanno permesso di addendrarsi in maniera più che singificativa nella discussione.
 
Per approfondire il tema, si sono lette le definizioni date dal vocabolario alle due parole che compongono l'espressione "Storia della Salvezza":
STORIA: Narrazione sistematica dei fatti memorabili della collettività umana, fatta in base a un metodo d’indagine critica.
SALVEZZA: Condizione di salvo
Salvo = che è scampato a un pericolo, anche grave, senza riportarne alcun danno

Questo ci ha permesso di concludere che quando si parla di Storia della Salvezza, in ambito cristiano, si intende il racconto di tutti gli interventi che Dio ha compiuto nella storia per salvare l'uomo dal male e portarlo a realizzare il fine per il quale è stato creato: la felicità eterna.
 
Questa storia ha tre diverse connotazioni temporali:
PASSATO: La narrazione biblica; La storia della Chiesa; La vita dei santi
PRESENTE: La storia di amore che Dio realizza per noi e con noi al fine di rendere bella e piena di gioia la nostra vita
FUTURO: L’eternità beata nel Regno dei cieli

Per concretizzare la riflessione fatta e calarla nel concreto della vita personale e famigliare di ciascuno, abbiamo certato di rispondere insieme alle seguenti domande:
  • Conosco la storia che Dio ha scritto nel corso dei secoli passati, dalla creazione del mondo fino ad oggi, scegliendo prima il popolo ebreo e poi la Chiesa come principali destinatari dei suoi messaggi e dei suoi interventi salvifici?
  • So cogliere quello che Dio continua ad operare nella mia storia personale e famigliare per condurmi ad una vita piena e felice? Saprei raccontare qualche fatto che mi testimonia la vicinanza di Dio e il suo interesse per la mia vita?
  • Credo che Dio guida la storia verso il pieno compimento del suo Regno e che il bene ha sempre la meglio sul male, la vita sulla morte? Come questa fede segna la mia vita di tutti i giorni?
 
Abbiamo qundi concluso con un breve momento di preghiera, nel quale abbiamo riascoltato questo bellissimo racconto aiutati dal seguente video:
 
 
Abbiamo quindi chiesto al Signore di renderci sempre più capaci di non dimenticare che la storia nella quale siamo inseriti è fa parte del suo progetto di salvezza e che dobbiamo collaborare con i suoi progetti per poter godere la sua gioia in questo mondo e nell'altro.
 
Ci siamo quindi salutati, dandoci appuntamento a domenica 21 ottobre, giorno in cui, alla Messa delle 10.00, verrà consegnato ai ragazzi e alle loro famiglie il Credo, testo che in quest'anno verrà approfondito nel tentativo di comprenderlo sempre meglio per poi imparare a viverlo.